vissidarte.info

Zeitschrift für Kunst, Gesellschaft und kulturelle Angelegenheiten. Südtirol
Rivista d’arte, di società e di cultura. Alto Adige

QUOTIDIANI PARALLELI

FOTOGRAFIE E TESTO DI LUCA CHISTÈ

Il mio percorso visivo nell’ordinaria esistenza
di alcune persone affette da Alzheimer.

Questo lavoro fotografico muove dall’idea di raccontare, attraverso le immagini, alcuni momenti, di assoluta ordinarietà, così come vengono vissuti da persone che, in strutture protette o presso le proprie famiglie di origine, combattono quotidianamente con l’Alzheimer.

Il progetto, reso possibile grazie al giornalista Michele Farina del Corriere della Sera e alla disponibilità di alcune strutture di accoglienza (RSA di Pinzolo, Levico e Vallarsa), del Centro Diurno di Trento e di tre diversi nuclei familiari, che hanno collaborato per l’indagine fotografica (le famiglie di Rosaria, Pina e Lucio), punta la propria attenzione sulle attività e sui piccoli accadimenti giornalieri che, istante dopo istante, avvengono nella vita quotidiana di alcune persone colpite dall’Alzheimer.

Le immagini, suddivise in relazione alle aree topologiche in cui sono state realizzate, sono state prodotte basandosi sulle esclusive evidenze del contesto, mediante l’impiego della luce naturale disponibile e senza mai ricorrere ad una preventiva “regia” dell’immagine se non quella, autoprodottasi, al momento dell’interazione fra il fotografo ed i vari attori del contesto.

L’obiettivo di fondo stabilito dalle riprese, è venuto perfezionandosi e modificandosi nel corso del lavoro, in accordo con la convinzione che il “campo” ed il “contesto” modifichino sempre le idee preventivamente stabilite. Aldilà e oltre l’evidenza di assegnare una precisa identità alle persone affette dall’Alzheimer, infatti, nel corso delle numerose sessioni fotografiche operate (sono state raccolte quasi 4.000 immagini e l‘indagine è ora estesa anche alla provincia di Modena, grazie alla collaborazione del Centro Diurno di Soliera), il focus dell’analisi è venuto progressivamente costruendosi sulla figura di coloro che assistono i malati di Alzheimer. E questo per una ragione molto precisa: da un determinato istante in poi, la malattia smette di essere tale per il malato e, per quanto possa sembrare paradossale, diviene la malattia di coloro che, a diverso titolo e con una molteplicità di ruoli, divengono portatori di assistenza (c.d. “caregiver”). È attraverso questa modalità di “trasferimento” della malattia e della correlata assistenza, senza la quale il paziente sarebbe irreversibilmente perduto, che, autenticamente, risiede l’essenza sociale dell’Alzheimer. Nelle attività di assistenza all’ammalato, si ritrova quindi l’unica possibilità per lui di “esistere”. Un’esistenza basata su piccoli gesti, attenzioni, semplici attività cognitive e operative, sguardi, contatti… Una dimensione che, nel vuoto pneumatico creato dalla malattia, rende unica e tangibile, la relazione fra chi è ammalato e il resto del mondo.

In questo processo ricostruttivo, la dimensione fondamentale è quella del “rispecchiarsi”, la quale assume un significato che amplifica l’accezione con cui è possibile intendere questo atto. È qualcosa che entra a far parte di quel “quotidiano parallelo”, da cui il titolo della mostra, che cerca di ritrovare tracce del sé non solo negli oggetti, che divengono nuovi immaginari esistenziali, ma anche, e forse soprattutto, nel rapporto con coloro che, giorno dopo giorno, vivono a contatto con le persone colpite dalla malattia. Nei gesti, nello scambio degli sguardi, nelle azioni di contatto fisico, si ritrova un universo comunicativo che diviene, istante dopo istante, una possibilità concreta: quella di annodare i fili con la propria identità ed il proprio vissuto che, la malattia, con la forza della patologia che la contraddistingue, cerca di demolire.

La rassegna fotografica dedicata all’Alzheimer “Quotidiani paralleli”, curata da Giovanna Calvenzi, è stata esposta nell’ambito dell’Alzheimer Fest di Levico e nello Spazio Archeologico del Sas di Trento.

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare sentitamente, per la straordinaria collaborazione fornita alle riprese, i familiari e tutto il personale preposto all’assistenza dei protagonisti delle fotografie e per aver permesso, non solo e non tanto, di raccontare con la fotografia alcune di queste realtà, ma per avermi consentito di vivere, con generosa intensità, emozioni e riflessioni, su questo parallelo universo, esistenziale ed umano.

Un ringraziamento particolare a: Rosaria e la figlia Milva, Giuseppina (Pina) e la figlia Irma; Luciano (Lucio) e la moglie Loredana; i responsabili, i coordinatori e le figure di assistenza delle RSA di Levico, Pinzolo e Raossi; la coordinatrice e le figure di assistenza del Centro Diurno per l’Alzheimer di Trento; la responsabile del Centro Diurno per anziani “S. Pertini” di Soliera (MO).

Kommentar verfassen